Intervista a Fausto Brizzi, regista, sceneggiatore, produttore cinematografico e scrittore – Siamo scritti a matita
I giorni indimenticabili della vita di un uomo sono cinque o sei in tutto. / Gli altri fanno volume (Ennio Flaiano, Siamo scritti a matita, Longanesi Editore, 2023)
Siamo scritti a matita il nuovo libro. Affermasti: «L’amore scritto a matita e non a penna». Quale epoca stiamo vivendo?
Stiamo vivendo un’ epoca di cui rimarrà pochissimo perché resteranno dei messaggini e magari chiuderanno un’ app e spariranno tutti; per questa ragione ho scritto il romanzo, nel libro c’è un inno alla lettura su carta e al raccontarsi oralmente, come accadeva in passato; la scusa è una malattia, un morbo di Alzheimer che ha cancellato una vita e c’è una persona innamorata che la riracconta forse inventandola.
Il morbo di Alzheimer segue le tematiche trattate nei libri precedenti ovvero la malattia e la depressione. Il ricordo è connaturato seppur in modalità differenti a questi tre temi. Come possiamo rivivere ciò che siamo stati o vivere con ciò che non ricordiamo?
È ciò che mi terrorizza; scrivo questi libri per esorcizzare una paura che è, da un lato l’ ammalarsi, il non essere più presente a te stesso, essere un peso per le persone che ami e dall’altro, la paura dello scrittore: non essere letto, essere dimenticato. Credo che tutte le persone che scrivono lo facciano per lasciare qualcosa, sono tutti testamenti. Tutti gli scrittori scrivono di se stessi prendendo a prestito dei personaggi, degli scenari, delle storie, ma alla fine tra le righe, anche nel non scritto, stai raccontando di te.
«Quando scrivi libri sei libero, non hai budget, non hai revisioni, non hai problemi, sei da solo nella tua stanza con la tua fantasia […] sei il tuo datore di lavoro». Sei regista, sceneggiatore, produttore cinematografico e scrittore; come “muta” la parola nel cinema e nella scrittura?
Il regista ha tanti vincoli, lo scrittore non ne ha se non scrivere un romanzo di una lunghezza ragionevole però è libero dal punto di vista del budget, gli manca un’unica cosa: il contatto con lo spettatore. Posso andare al cinema a vedere un film e capire se il pubblico si sta emozionando, osservarli in qualche misura, nel romanzo no. Mi piacerebbe andare a casa delle persone e domandare: “A che pagina sei? Come sta andando?” (sorride, ndr)
In “Siamo scritti a matita” il libraio consiglia al lettore una lista di libri fondamentali; proprio oggi, quale libro ti sentiresti di consigliare al tuo lettore? Il numero uno della tua lista.
Oggi probabilmente Il ciclo della fondazione di Isaac Asimov perché credo dovrebbero leggerlo anche i non amanti della fantascienza; qui in libreria si trovano degli splendidi volumi che li raccolgono tutti, sono giganti e non manovrabili in spiaggia, ma da custodire a casa.
In relazione alle piattaforme affermasti «io adoro i finali e nelle serie i finali non arrivano mai». Quale il tuo punto di vista su questa tendenza verso le serie?
La tendenza verso la narrazione c’è sempre stata basti pensare agli sceneggiati tv e sono sempre stati considerati un prodotto di serie B rispetto al cinema che rappresentava la serie A; adesso si è invertita la tendenza ovvero è di tendenza la serie televisiva. La gente domanda che serie stai guardando e non che film hai visto al cinema. Quando si accorgeranno che manca qualcosa alle serie si invertirà la tendenza perché il finale manca; è il finale che ti fa decidere se ti è piaciuta la storia o meno, come nella vita: il conto è il finale. Le storie d’amore sono tutte belle all’inizio, ma come finiscono? Alcune finiscono bene comunque anche se sono finite, altre finiscono malissimo e per la stessa ragione conta il finale nei film. Cosa sarebbe Titanic se l’iceberg non arrivasse mai? Se continuassero questa crociera serenamente sapendo che prima o poi arriverà un’iceberg però decidiamo di raccontarla comunque tutta, fine della prima stagione i primi cinque giorni di navigazione e poi vediamo. No, è infattibile. (sorride, ndr).
L’intervista è stata realizzata il 22 Maggio per La Feltrinelli Genova in occasione della presentazione del libro Siamo scritti a matita presso LaFeltrinelli librerie Genova
